Austerity, privatizzazioni e iniziative di lotta!

scioperobo

I lavoratori di Tper hanno raggiunto un primo risultato: serve però il sostegno di tutti per evitare comunque il peggio! I lavoratori di Tper, il giorno 14 Marzo 2013, hanno deciso di non uscire con gli autobus senza che alcun sindacato avesse indetto uno sciopero: scelta che contrasta fortemente con la legge sui servizi essenziali.

Comunque, il 14 Marzo nessun autobus ha circolato. Qualcuno ha chiesto ai lavoratori di Tper di scusarsi per aver messo in atto un comportamento che ha “leso fortemente” il diritto dei cittadini di spostarsi in autobus!

Secondo noi sono la Regione, la Provincia e il Comune a dover chiedere scusa ai lavoratori e ai cittadini: loro è la responsabilità di aver privatizzato la gestione dei servizi, consapevoli che non ci sarebbe stato controllo alcuno sulla gestione delle risorse pubbliche perché al vertice delle aziende interessate ci sono spesso i loro “compagni di merende”.

Devono chiedere scusa i sindacati che, fino ad oggi, hanno accettato tutto ciò, compresi i continui appalti ad ulteriori aziende che evidentemente risparmiano ulteriormente sui lavoratori. Oggi sono disponibili ad accettare di ripianare i debiti con un ulteriore taglio alle manutenzioni e con la soppressione di alcune linee o meglio lasciando appaltare ulteriori linee?

Invece che occuparsi di trovare le cause dei “buchi di bilancio” e denunciare alla “giustizia” i responsabili degli sprechi, Regione, Provincia, Comune, CGIL, CISL e UIL, insieme, hanno diramato un atto di condanna nei confronti dei lavoratori e convengono sul considerare «assolutamente non condivisibile e irripetibile la forma di protesta messa in atto, avvenuta al di fuori delle regole vigenti e non indetta da alcuna organizzazione, per il grave disagio provocato ai cittadini” Sui responsabili dei “buchi” (solo l’ultimo ammanco annunciato è di 9,4 milioni di euro) nessuna parola! .Se le regole, scritte nelle norme, permettono a chi gestisce denaro pubblico di restare impunito nel caso di sperpero e nel caso di mala amministrazione, quando non si tratti addirittura di qualcosa di peggiore, le regole vanno cambiate! Se le regole permettono alle aziende di decidere lo sfruttamento dei lavoratori senza che i lavoratori possano opporsi, le regole vanno cambiate! Questo ci hanno voluto dire i lavoratori che stanno rischiando gravi sanzioni per il loro atto. Non stanno salvaguardando solo il loro posto di lavoro ma anche la qualità dei mezzi che ci portano in giro tutti i giorni, quindi tutelando la salute e la sicurezza delle persone e contrastando il taglio dei servizi.

I cittadini, ora che sono passati alcuni giorni, forse riescono a comprendere meglio tutto ciò. Solo la solidarietà di lavoratori e cittadini può contrastare questa china che ci vede sempre più schiavi e senza difesa!

Gli enti pubblici, grazie al blocco delle assunzioni e alle normative nazionali, aumentano le attività in appalto e privatizzano, o comunque esternalizzano, servizi importanti quali la salute, l’assistenza e la scuola. Tutto ciò è stato deciso con il consenso dei governi di destra e di sinistra che sono gli stessi a cui appartengono gli amministratori locali di regione, provincia e comune. Gli stessi che prima, mentre si sprecavano le risorse che c’erano, tagliavano i servizi, ora li tagliano perché sostengono che le risorse non ci sono più.

Fino ad oggi le risorse sono state largamente scialacquate e oggi ci dicono che il problema è la spending rewing, i tagli dei finanziamenti nazionali, la legge di stabilità. Nelle privatizzazioni le ricchezze vanno ai privati che le sperperano e i debiti vanno al pubblico che li deve ripianare.

CUB è vicina ai lavoratori di Tper, spera che la loro azione abbia portato i vertici aziendali e gli amministratori pubblici a ragionare e a ritornare sui loro passi. E’ di oggi la notizia che le trattative si sono riaperte. E’ solo un primo risultato risultato.

CuB chiede ai cittadini/lavoratori tutti di dimostrare la massima solidarietà in quanto i dipendenti Tper hanno dimostrato il coraggio che tanti che si lamentano a bassa voce non hanno mai dimostrato.

Tante altre sono le privatizzazioni e i tagli di servizi che sono in cantiere nel territorio bolognese: contrastiamole tutti insieme in ogni luogo!

Cub, dal canto suo, continuerà a svolgere la sua attività sindacale, come sempre, facendo emergere anche le grosse contraddizioni di un sistema, pubblico e privato, in cui pochi continuano a guadagnare e tanti perdono lavoro, reddito, assistenza, servizi, diritti e dignità e solidarietà.

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Federazione CUB Bologna, via G.Petroni 18/4 – 40126 Bologna – tel.0519921763 – fax: 0519913982 – mail: federazione@cubbologna.orgweb: www.cub.it


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